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Nelle nuove generazioni,c’è ancora terreno fertile per una società diversa e per una nuova cultura sul tema ambiente e riciclo per questo Palm Spa, socio sostenitore dell'Università di Pollenzo in collaborazione con Lurisia, leader nel settore delle acque e Rilegno consorzio di raccolta e riciclo di imballaggi di legno e sughero, incontrerà mercoledì 2 dicembre dalle 13.30 alle 16.00, 80 studenti fra italiani e stranieri.Il corso analizzerà il progetto "Lurisia Sitemica".L’uomo è ciò che mangia e beve e ciò che assume è il frutto delle sue scelte tanto in ambito produttivo e distributivo quanto semplicemente come consumatore finale. In ogni caso, qualunque ruolo un individuo abbia nella filiera, esiste una responsabilità che unisce tutti gli attori ovvero quella di cercare di conservare le condizioni che ci permettono di gioire della vita e delle sue biodiversità, in nome di una nuova “qualità di sistema”.Dalla definizione di quest’ultima e dalla possibilità che essa generi nuovi meccanismi economici, deriva la necessità di una presa di coscienza forte, che renda l’individuo capace di riconoscere, valutare, apprezzare e, infine, scegliere un prodotto. Con questa finalità, il prodotto e le diverse funzioni dell’imballaggio primario, secondario e terziario, giocano un ruolo da primo attore.

Questo progetto, sviluppato durante il corso di progettazione in EcoDesign della Gastronomia tenuto dal professore Franco Fassio,si pone l’obiettivo di analizzare, ottimizzare e narrare, il sistema che ruota intorno all’azienda Lurisia, puntando a diffondere un modello virtuoso di stile di vita in cui il binomio salute e benessere, dialoga grazie al cibo e al suo imballaggio. Contenuto e contenitore dunque, come punto di partenza per la valorizzazione dell’eco-sistema Lurisia: un sistema complesso di attori che sinergicamente si pongono in relazione fra loro, creando qualcosa di più della semplice somma dei singoli elementi. Il macro-obiettivo della ricerca applicata è di rafforzare e caratterizzare la brand identity di Lurisia con l’associazione positiva che esiste tra un prodotto di qualità, un buon imballaggio ed il suo impatto sulla salute del singolo individuo e del pianeta.  Sarà poi Palm insieme a Rilegno che illustrerà agli studenti nel dettaglio la filiera del legno,con un intervento dal titolo "Palm e Rilegno,il packaging terziario in legno per l'acqua".

Particolare attenzione verrà posta sui pallet - detti anche pedane o bancali di legno – imballaggi terziari che spesso vengono “sottovalutati”, pur ricoprendo un ruolo di fondamentale importanza nella società moderna, in quanto sono utilizzati per movimentare tutte le merci che quotidianamente consumiamo nelle nostre case, in ufficio, a scuola, negli ospedali, in tutti i luoghi pubblici e privati che frequentiamo, sia nel food che nel non food, e fanno quindi parte dell’imballaggio di un prodotto, per questo è fondamentale che siano progettati con una logica alla responsabilità nel rispetto della salute dell’uomo e secondo principi che garantiscono la salvaguardia dell’ambiente per le generazioni presenti e future.

Il pallet prodotto da Palm non è di tipo tradizionale ma si differenzia per avere alle spalle un processo di produzione di tipo “green” che si concretizza in un costante monitoraggio di tutte le fasi della filiera, dalla fornitura alla distribuzione del prodotto

Per questo nel 2010 Palm ha redatto il Disciplinare Sistemico del Greenpallet®, questo disciplinare è diretto a regolare i compiti dei soggetti implicati nella generazione di pallet eco-sostenibili e specifica gli impegni e gli obblighi che i medesimi sono chiamati ad adempiere se volessero utilizzare il marchio Greenpallet®.Disciplina un nuovo concetto di qualità del pallet sano (attenzione alle caratteristiche delle materie prime utilizzate certificate FSC/PEFC e garanzia di salubrità), sistemico (poichè valuta il contributo di diversi sottosistemi connessi tra loro in un particolare contesto) e etico (comunica i valori dell'azienda e del prodotto Greenpallet® come espressione di cultura del territorio mirando ad educare il consumatore a scelte consapevoli). Si tratta di un passaggio fondamentale da un’economia di prodotto si passa ad un’economia di sistema. Il prodotto biologico diventa così il riflesso di una economia sostenibile che non danneggia l’ambiente, riduce i costi sociali, combatte l’illegalità e assicura trasparenza e qualità.

Gli altri attori coinvolti saranno Unisg (responsabile scientifico delcorso), Comieco, Plastipack, Verallia (Saint-Gobain), Smurfit Kappa e F.lli Cane.




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