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Qual è l’eredità di EXPO?
A pochi giorni dalla trionfale chiusura dell’Esposizione Universale di Milano - EXPO2015, mentre è ancora forte l’entusiasmo generale per l’evento epocale che ha saputo unire l’Italia e le diverse anime del paese per vincere una sfida che era cominciata in salita, la domanda iniziale permane: qual è l’eredità di EXPO?
Detto in altri termini, in che modo questa grande kermesse globale ha saputo proporre soluzioni per migliorare l’accesso al cibo e la creazione di ricchezza nel rispetto degli equilibri del pianeta?

C’è chi questa domanda l’ha presa davvero sul serio sin dall'inizio ed ha saputo interpretare EXPO come un’opportunità imperdibile per raccogliere interessi, partnership e risorse attorno ad un’idea di sviluppo sostenibile agro-ecologico, ovvero uno sviluppo sostenuto da un nuovo rapporto armonico e virtuoso con la madre terra, gli ecosistemi territoriali e la produzione agroforestale.
Stiamo parlando in particolare di due eccellenze lombarde, entrambe del mantovano:
Panguaneta spa -primo produttore italiano di compensato e secondo in Europa con 55 anni di storia e 350 ettari di pioppeti certificati PEFC ed FSC;
Palm spa -pioniere della sostenibilità aziendale, inventore del GreenPallet “sano, sistemico ed etico”, premiato pochi mesi fa come il miglior produttore di pallet d’Europa dal leader mondiale del pooling Chep.

Queste due aziende coordinate da chi scrive in rappresentanza di NDB Il marketing consapevole, il 25 ottobre hanno presentato negli spazi di Regione Lombardia in Piazza Italia il progetto “Legno Buono, Cibo Buono”.

Economia circolare e visione sistemica per incrementare la coltivazione del pioppo
Selezionato nell’ambito di “Feeding the Future, Now” iniziativa di Regione Lombardia nata proprio per stimolare le proposte da imprese e attori economici locali, “Legno Buono, Cibo Buono” si propone come innovazione di sistema che a partire dall’incremento della coltivazione del pioppo ceduo vuole creare un’economia circolare capace di valorizzare l’intero territorio e le sue produzioni, creare posti di lavoro, sviluppo sociale e in ultimo valore condiviso.
Un progetto che punta quindi a fare sistema sul territorio per dare maggiore forza ad un modello di sviluppo che proprio EXPO2015 aveva come tema chiave parlando di “Energia per la vita”.
Un progetto che adotta una visione sistemica a tutti i livelli in quanto:
_ha una struttura bio-imitativa, ovvero incentiva un’economia circolare dove a) gli scarti e i sottoprodotti della lavorazione del pioppo sono utilizzati a livello industriale (pallet, pack per alimenti, arredi) o per la produzione di energia; b) i prodotti in legno a fine vita vengono raccolti e riciclati e reimmessi nella filiera produttiva grazie al ruolo del consorzio Rilegno;
_promuove il legno in quanto economia virtuosa e materia prima più sostenibile tra quelle disponibili attualmente, considerando quindi non solo la propria filiera ma tutte le esternalità che vanno a impattare sul sistema socio-ambientale locale. A riguardo è importante sapere che per ogni m3 di legno utilizzato al posto di altre materie prime non rinnovabili (metalli, plastica ecc.) si risparmia 1,1 t di CO2 e altre 0,9 t di CO2 sono naturalmente stoccate nel legno e conservate sino al fine vita della materia che mediamente arriva dopo 60 anni di riuso e riciclo;
_promuove il networking, ovvero le relazioni, e la condivisione delle conoscenze e delle decisioni, mettendo in dialogo su un tema specifico gli attori locali appartenenti a diversi mondi, dalle istituzioni amministrative, alle associazioni di categoria, agli enti certificatori, alle imprese produttrici e trasformatrici.
Le partnership di progetto
Proprio in funzione di questa logica di condivisione e di lavoro in rete, oltre alle due imprese promotrici del progetto Palm e Panguaneta, alla presentazione presso Pianeta Lombardia sono stati invitati anche i partner chiave dell’iniziativa che garantiranno il prosieguo e la concretizzazione degli obiettivi di progetto, primo tra tutti quello di un incremento della superficie coltivata a pioppo, per rendere sempre più made in Italy tutti gli elementi delle filiere d’eccellenza (es. agroalimentare, cosmesi, moda e tessile) compreso il packaging primario, secondario e terziario.
I partner intervenuti sono:
•    Regione Lombardia che ha assicurato tramite il dott. Luca Agnelli in rappresentanza dell’Assessore all’Agricoltura Gianni Fava, il suo appoggio per una maggiore valorizzazione del pioppo e una riconsiderazione delle politiche del PSR che impongono una diversificazione dei cloni piantumati in percentuali non sostenibili e con criteri poco vicini alle esigenze dell’industria di trasformazione;
•    il Comune di Viadana (MN) dove ha sede Palm, che con l’Assessore alle Politiche Sociali Alessia Minotti ha confermato la collaborazione sui temi dell’impatto socio-economico del progetto, la comunicazione e l’educazione sui temi della sostenibilità e dell’approccio sistemico;
•    Coldiretti che con Sara Portaluppi, Responsabile Affari Esterni, ha sottolineato l’importanza del legno nella filiera agroalimentare e la volontà di fare sistema coinvolgendo i propri associati per un incremento delle superficie coltivate a pioppo e per la trasparenza di tutta la filiera;
•    Rilegno - il consorzio nazionale della raccolta, riciclo e riuso del legno - che con il nuovo Presidente Nicola Semeraro per testimoniare il suo impegno e l’appoggio al progetto “Legno Buono, Cibo Buono” ha ampliato il quadro alle dinamiche del mercato del packaging secondario (es. cassette per ortofrutta) e terziario (pallet) dove la digitalizzazione e l’internet delle cose può già supportare iniziative informative di prevenzione e di educazione al riciclo e riuso del legno e alla sua valorizzazione come migliore packaging per l’agroalimentare di qualità;
•    FoodChain - progetto tecnologico e spin-off di Block srl che ha il merito di aver introdotto una tecnologia di condivisione dei dati capace di abbattere radicalmente i costi informatici per la tracciabilità e la trasparenza delle filiere, e soprattutto di poter comunicare al consum-attore con un click o un qr-code tutte le informazioni relative al prodotto raccolte lungo la filiera, in qualsiasi formato multimediale. Questa innovazione è centrale per dare valore ai processi di sostenibilità integrati nelle catene produttive come quelli proposti dal progetto di Palm e Panguaneta, in quanto permette di implementare una trasparenza integrale di filiera e un controllo delle informazioni direttamente da parte di chi fruisce del bene di consumo.

Importanti anche le conferme di adesione e sostegno al progetto giunte a distanza dall’ente certificatore PEFC e dal Presidente di AlceNero Lucio Cavazzoni, da sempre impegnato sui temi della sostenibilità e della trasparenza di tutti gli elementi della filiera agroalimentare, compreso il pallet o il pack in legno.
Il Follow on di progetto e l’eredità di EXPO
Quanto fatto sinora è da considerarsi il primo passo verso una concretizzazione del progetto che vedrà come prossimo step un tavolo di lavoro con tutti partner per definire le azioni specifiche e i compiti operativi di ognuno. Inoltre sono in programmazione una serie di azioni di condivisione sul territorio e di informazione e comunicazione presso le associazioni di categoria locali, la camera di commercio di Mantova, il GAL Oglio-Po, le scuole e tutti i contesti in cui sul piano della prevenzione ed educazione o sul piano della partecipazione alla filiera produttiva, i temi e gli obiettivi del progetto “Legno Buono, Cibo Buono” possono trovare accoglienza.
Potrà essere questa iniziativa una piccolo ma significativo esempio dell’eredità che EXPO lascia all’Italia e alla Lombardia? Noi tutti che abbiamo dato forza e forma a questo progetto ne siamo fortemente e orgogliosamente convinti e faremo del nostro meglio per dare concretezza agli obiettivi che ci siamo posti.

Nel frattempo, in attesa del consuntivo economico di cui avremo dettagli solo ad aprile, e non di meno nell’attesa della nuova destinazione del sito di 1 milione di m2 che ha ospitato l’esposizione, l’eredità di EXPO è simbolicamente rappresentata da un Albero e da una Carta.
L’albero è quello della vita, la meraviglia tecnologica che con luci e giochi d’acqua ha calamitato l’attenzione dei milioni di visitatori più di ogni bel discorso o istruttivo padiglione. La Carta è quella di Milano, la nuova dichiarazione dei diritti all’acqua e al cibo che tutti i partner di progetto hanno sottoscritto e che secondo le aspettative dovrebbe integrare la nozione di diritti umani del III millennio.
A questi due simboli guardiamo con grande fiducia.
La fiducia di poter dare all’albero della vita la forma del pioppo, non perché ci piace ma perché gli spetta di diritto in quanto “è l’albero più sostenibile del XXI secolo”, come autorevolmente sostiene la FAO sulla base delle tante ragioni che il nostro progetto spiega nel dettaglio (link al progetto).

Alla fiducia si aggrega poi una speranza, quella di poter dare applicazione ai diritti sanciti nella Carta di Milano proprio grazie al pioppo e al suo impiego multifunzionale nella filiera agroalimentare, attraverso il nostro progetto e l’impegno di tutti quelli che come noi hanno voluto interpretare EXPO come un’opportunità per fare sistema, fare cultura della sostenibilità e dare energia alla vita in tutte le sue forme.

NDB Il marketing consapevole 

 

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